3° PREMIO: MEDAGLIA DI BRONZO (ex aequo)

Maura Paula Maffei
per il racconto
"Lo spettro sulla sedia"

con la seguente motivazione:

Bell’esempio di racconto storico dedicato al martirio dell’Indipendentismo Irlandese. 

LO SPETTRO SULLA SEDIA

Durante il viaggio di nozze, Meg una giovanissima guardarobiera e Liam un maturo e taciturno bibliotecario si trovano, sullo sfondo di una stanza in  un cottage, ad affrontare i fantasmi del passato. L’uomo che, durante la Grande Guerra, era stato destinato all’Irlanda rimane coinvolto in avvenimenti che segnano duramente la sua vita. L’autrice ha scritto questo racconto in omaggio a due poeti che furono tra loro contemporanei, uno irlandese e uno italiano, e soprattutto, in memoria di James Connolly e di quanti s’immolarono per far risorgere l’Irlanda.
Un pigolare di sussurri saliva dal buio della siepe che odorava di fragole rosse alla sfolgorante maestà azzurra dell’imbrunire. Saliva smorzandosi rasente i muri candidi di un cottage che pareva dimenticato dalla mano di un bimbo, come un balocco sul prato, lungo la strada che conduce ad Arrogate. Saliva, e quasi era silenzio, sino a quella finestra dai vetri socchiusi, tra le cortine che ovattavano un tepore di baci e di trepidi abbracci. Altre volte le stanze di quella locanda avevano accolto giovani sposi che, all’alba del giorno trascorso, s’erano giurati l’un l’altro la vita, ma questi che avevano lasciato Londra in una primaverile mattina di nebbia e che avevano trovato il sole tra i campi, i muri a secco e le pecore man mano che si erano allontanati dalla città, ebbene, questi sapevano guardarsi negli occhi con un sorriso che sconvolgeva.

[…]  
Ora, nel buio che trasfigurava i loro volti e li plasmava in maschere d’argilla, bruciavano d’un unico respiro tra carezze profumate d’eternità. Lui le discioglieva i capelli in liquida seta. Lei gli donava il petalo rorido delle sue labbra. Ma una sedia, una comune sedia impagliata, posta da qualcuno nell’angolo accanto alla brocca dell’acqua, ruppe l’incanto e squarciò in folgori il sipario di quella notte, come di tutte le altre che l’avevano preceduta nel volgere di quasi due lustri  
- Non posso, Meg, non posso…- le sussurrò, affondando il viso nel guanciale come se nel soffice ingombro delle piume avesse potuto nascondersi.- Mentre io ti abbraccio vedo quella donna che è sola e che nessuno abbraccerà mai più.  
La sentì irrigidirsi sul suo fianco, sotto il lenzuolo.  
-         Ah, no, Meg, purtroppo non è come pensi! Non devi essere gelosa di lei a  
cui non mi lega un debito d'amore ma di sangue. Il suo uomo, quell’uomo che le manca in ogni istante ed al quale tende con ogni anelito della sua anima, io sono stato a massacrarglielo.  
-         E’ avvenuto quando eri soldato? -  
[…]  
Poi venne il 1916 ed il vento, gira e rigira, si volse a spirare in ben altra direzione. Durante una lunga licenza, che il giovane soldato aveva ottenuto per trascorrere con i suoi la Pasqua, capitò che un manipolo d’intellettuali, ogni sorta di poeti, di filosofi e di drammaturghi, si pulisse l’inchiostro dalle dita con la polvere da sparo ed assaltasse la Posta Centrale di Dublino proclamando la Repubblica. Non si sa come, in virtù di quale forza disperata, quegli uomini resistettero al fuoco delle armi inglesi per una settimana. Liam tornò quando le Corti Marziali già li avevano condannati ed il generale Maxwell aveva autorizzato le prime fucilazioni e, ancora una volta, aveva avuto la buona sorte di far parte del picchetto di guardia ad un prigioniero ferito e di non essere a Kilmainham, dove avvenivano le esecuzioni.  
Ignorava chi fosse quell’uomo, rinchiuso in quella stanza, di cui non si udivano i passi sull’impiantito, di cui non s’udivano i lamenti. Di tanto i  tanto veniva il medico ed un suo commilitone gli aveva riferito che, nei giorni passati, si era vista anche la moglie.  
-         Ma chi è?- aveva chiesto Liam indicando con il capo la porta che  
presidiavano.  
-         Il recluso? Ah, un certo Connoly, un socialista, uno di quelli che non  
soltanto vorrebbero mettere al timone dell’Irlanda questi zoticoni di Irlandesi ma spartire anche le terre migliori tra i bifolchi. Non credo che verrà fucilato, com’è successo ai suoi complici. Ha una gamba in cancrena: chi vuoi che si sporchi le mani per spedirlo al Padre Eterno quando forse ci andrà da solo? -  
[…]  
-         Lo fucilano!-  

Poco innanzi al tocco, una donna ed una giovinetta si lanciarono di corsa nel corridoio, la madre con le trecce che si era fatta per coricarsi, la figlia tutta avvolta nello scialle frettolosamente buttato sulla camiciola di lino. Non trascorsero neppure cinque minuti e l’ufficiale di guardia già le spingeva fuori dalla stanza. Quella sposa, spezzata in due a trattenere fisicamente con il busto l’amore assoluto e puro che le stavano strappando via, si scioglieva in pianto, con un pugno serrato sulla bocca […]

Liam giunse a Kilmainham con la speranza che la meta conseguita gli fosse di conforto perché, non appena avessero consegnato alle gerarchie competenti il prigioniero, egli non l’avrebbe più veduto e sarebbe stato libero. Alla fine tornò l’ufficiale di guardia, trattenne Liam e due suoi commilitoni sfogando un moto di stizza: - Non so dove avesse la testa, ieri sera, il direttore della prigione, - sbottò- Non solo ha congedato il cappellano, e noi siamo dovuti andarlo a prelevare nel sonno, ma ha anche concesso un turno di riposo a tre soldati del plotone. Ora questi non sono rientrati e io mi vedo costretto ad obbligare voialtri a prenderne il posto. Era stato per questo, per la dimenticanza di un funzionario stremato da quattordici fucilazioni in poco più di una settimana, che Liam aveva avuto la sventura di trovarsi in un cortile tetro, a puntare un’arma contro un moribondo. Connolly era accasciato sopra una sedia perché non si reggeva in piedi.  
[…]  
-         Desiderate pregare per gli uomini che stanno per fucilarvi?- gli aveva  
domandato il frate.  
-         Sì, per i valorosi che compiono il loro dovere: “Padre, perdonali, perché non  
sanno quello che fanno”. Venne dato l’ordine.  
[…] 
        
- Lo vedi anche tu, Meg? Egli è là, in quell’angolo, su quella seggiola. Dammi il tuo fazzoletto affinché io possa asciugargli le labbra…  
-         Adesso basta, Liam, non torturarti così!- lo supplicò lei con mille carezza  
Che male può farti un uomo che ha pregato per te?  
-         Oh, lui nessuno, povero martire! Ha scritto un tale, un poeta a cui poi è stato

assegnato il Premio Nobel: “E fu una morte inutile, infine? L’Inghilterra può forse tener fede alla parola data, in ogni caso; noi conosciamo i loro sogni; basta sapere che sognarono e che sono morti, che importa se fu un eccesso di amore a sconvolgerli sino alla morte?” – No, io non temo il ricordo di James Connolly: è l’indifferenza degli altri che mi soffoca. Che n’è stato di quella vedova, dei suoi figli? Che ne sarà di me? Perché la storia tace la macchia di sangue che cola ad avvelenarci il cuore quando siamo noi, proprio noi, ad essere coinvolti nei suoi eventi?

La sua sposa si strinse a lui […..]

MAURA PAULA  MAFFEI 

La scrittrice è nata a Savona il 24/1/ 1969, figlia di un avvocato penalista e di una ceramista e mosaicista. Monferrina di adozione dal 1978, ha vissuto per un periodo ad Asti e attualmente vive a Casale. Nel 1994 ha sposato Paolo e nel 1996  è nata una splendida bimba che si  chiama Maria Eloisa. Ad Asti, ha frequentato il Liceo Classico “Marello” e si è diplomata nel 1998 con il massimo dei voti. Sempre a pieni voti e con dichiarazione di lode ha conseguito il diploma universitario di erborista presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Urbino e, allieva del noto basso Carlo De Bartoli, ha ottenuto nel 1993 il diploma di compimento in canto presso il Conservatori “ Giuseppe Verdi” di Torino. Come soprano lirico ha all’attivo  numerosi concerti.  Nel 1996 si è diplomata insegnante del Metodo dell’ovulazione Billings presso il CEPIMB (Centro Piemontese Metodo Billings). Scrive dal 1982 e, fervida amante della cultura, della musica e della storia irlandese trova proprio nelle tradizioni celtiche l’ambientazione per i suoi romanzi e per i suoi racconti. Ha partecipato ad un’infinità di concorsi  fra tanti, nel 1986 un secondo posto(primo inedito classificato) al Premio Internazionale “Città di Alanno” con la tragedia “Termidoro: dolore d’ Arcangelo”, e nel 1991 il terzo posto al Premio Internazionale “Giorgio La Pira” con il racconto “Sughero arso”. Nel 1993 pubblica il romanzo “Il Traditore” che, successivamente, nel 1999, viene tradotto e pubblicato in Irlanda  dalla casa editrice COISCEIM, con il titolo “ AN FEALLTÓIR